Sogno un mondo…

… un mondo di rispetto.

Di solito io non parlo di fatti di attualità. Sono talmente egoista che me ne sto nel mio cantuccio, ma quando vedo determinate cose non riesco a stare zitta.

Ho visto da poco la nuova vignetta di Charlie Hebdo e dire che mi fa pena è poco.

Ai tempi rimasi disarmata da quello che successe in Francia, non perché conoscevo il settimanale Charlie Hebdo o cose del genere, rimasi disarmata perché rimango tale ogni volta che c’è una strage. No, non solo quelle Europee che ammetto mi toccano più da vicino. Sono rimasta atterrita anche da quelle che sono avvenute a Gaza, in Kenya, in America e chi più ne ha ne metta. Ovviamente non sto dietro a tutte le stragi del mondo, sarebbe impossibile, ma quelle che vengono alle mie orecchie io non riesco a lasciarle andare. Mi ritrovo in un angolo a pensare e a non capire. Forse capire è la cosa più semplice perché dietro tutto l’orrore del mondo c’è il genere umano che ha perso la sua natura o forse no, forse la vera natura è proprio questa, quella di ferire con ogni mezzo, sempre e comunque, per raggiungere un solo obiettivo: prevaricare e prevalere sull’altro. Poi se muoiono bambini, adolescenti, ragazzi o adulti questo non ha importanza. L’uomo se ne frega.

Quell’anno non addobbai il mio profilo facebook di bandiere, non lo addobbo mai in realtà, non uso fiocchetti neri o di altri colori e cerco sempre di rimanere in silenzio. Però rimasi disarmata ripeto, perché da persona anormale quale sono non capivo quello spargimento di sangue. Non lo capisco mai.

Ora c’è stato un terremoto in Italia, un altro. Delle persone sono morte, di nuovo. Noi rimaniamo attoniti e impotenti davanti a quello che la natura ci presenta. Ovvio, noi potremmo prevenire, è vero, la nostra colpa è che non preveniamo le disgrazie e il Governo che abbiamo fa poco. Ora c’è anche un’altra cosa. Probabilmente è vero, c’è chi ci mangia da noi con i terremoti ma quello che vorrei far presente è che anche con le guerre ci si mangia, ci si mangia con tutto ma a volte qualcuno se ne dimentica. Forse sono informata male, forse non sono informata per niente – è un mio limite – ma io non conosco vignette satiriche italiane che rappresentano le diverse stragi avvenute in quest’ultimo anno in Francia.

Ma sai qual è il bello/brutto? È che io ancora mi stupisco. Siamo tutti uomini. Ti pugnala alle spalle un amico peché non dovrebbe farlo uno Stato?

Quel giorno non misi la scritta Je suis Charlie.

Non sono Charlie, non sono nessuno. Se dovessi scegliere forse sarei Charlie dei Baustelle, andrei a fare surf e mi impasticcherei, almeno in quel modo non farei caso al mondo che se ne va in rovina, ma non faccio nemmeno quello perché mi servo lucida e mi serve ancora il cervello che ho, perché anche se non capisce niente, almeno mi ricorda che sono un essere umano anormale.

Una sassolina

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