Senza titolo

Scrivere a volte diventa una necessità, perché ci sono alcune cose che non direi mai a voce. Non le direi mai ai diretti interessati.
Vorrei andare da chi dice di essere mia amica e gridarle in faccia: «Ti sei mai chiesta come io stia?»
Mi risponderebbe: «Certo, ogni volta che te lo chiedo!»
Ma io so che non è così.
Chiedere non è interessarsi realmente alla persona. E io sono sicura che non abbia un’amica che si interessi a me.
Sono sfinita. È un periodo in cui vado tra alti e bassi e sembra che fin quando non faccia qualcosa di drastico nessuno se ne renderà conto. Ma io non ho più voglia nemmeno di agire in modo sbagliato per la mia persona per dare una scossa, perché se devo arrivare a quello significa che di me non si è interessati e mi dispiace. Sì, sarò patetica, ma mi dispiace.
Vorrei avere il desiderio di non voler parlare più. Continuo a ripetermelo.
Sì, perché se non si ha il desiderio di volerlo fare non ci si rimane male nel momento in cui cerchi di dire qualcosa e non vieni ascoltata, non ci rimani male se dall’altra parte ti viene risposto: «Pensa a come sto io!»
«Pensa a come sto io!»
Una delle frasi che mi sento ripetere più spesso. Una di quelle frasi che tendono a farmi sentire ancora peggio per due motivi sostanziali:

  • penso “Ecco sono la solita stronza che non si mette mai nei panni degli altri” quindi mi sento in colpa
  • mi sento una nullità, una che non può nemmeno permettersi di lamentarsi.

Cos’è il vuoto?
Cos’è sentirsi perennemente in difetto? Sempre un passo dietro agli altri? Per me è questo. Sentirmi così.

Ma parlare non significa solo sfogarsi in negativo, significa anche poter raccontare quello che ti succede e anche in quel caso non riesco a farlo. A questa età sembra che se non parli di matrimonio o figli non sei nulla. Chi ti chiede mai Che stai facendo? Nessuno.

Ho paura. Mi sento sola.

«Come ti senti?»
«Non lo so»
«Ti senti sola?»
«Sì!»

Io le ricordo queste parole, ricordo benissimo questo dialogo. Ricordo queste frasi, quelle che mi hanno aperto gli occhi e io ho paura. Ho una paura tale da sentirla, da percepirla, io la sento. Non è andata mai via. La paura diventa il mio modo di fuggire e non va bene. Continuo ad essere come non vorrei più essere. Vorrei essere quella persona che dice di star bene da sola, che si salva da sola, che non ha bisogno di nessuno, ma ancora non riesco ad essere così.

Io avrei voluto solo un amico/a. Lo ripeto da tantissimo tempo.
Il mio ragazzo è speciale, è fantastico, è tutto ma io voglio anche un altro tipo di persona al mio fianco. Voglio un’amica/o. Non so dire nemmeno io perché ma è così.

Un sasso

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