Dimenticare

“Perché ti capita?”
Continuo a dire “Non lo so! Magari lo sapessi!”
E invece ho paura di sapere cosa mi spaventi veramente. Non è semplice da spiegare. Non è affatto semplice. Perché dire “ho paura di impazzire!” implicherebbe un’altra domanda
“Perché pensi di poter impazzire?”
E a questa domanda io non credo di poter dare una risposta razionale.
Continuo a tenere al guinzaglio il mio cervello, la mia mente, i miei sentimenti, le mie reazioni.
Non ho imparato nulla. Non ho imparato nulla dalle mie esperienze.
Continuo a spostare lo sguardo, continuo a fare mille cose quando c’è un pensiero che bussa alla mia mente. Cerco di controllare il controllabile, nel mio modo, nell’unico modo che conosco.
Continuo a mettermi a letto quando la realtà si fa troppo opprimente. Continuo ad imbottirmi di musica per cercare delle parole che possano rincuorarmi (hai fatto passi da gigante ragazza!). Cerco di non pensare, di fuggire, di correre via con la mente e alla fine cosa mi ritrovo in mano?
Nulla, solo una paura che torna, più forte di prima.
Paura di lasciarmi andare. Se lo facessi impazzirei.
Se iniziassi a piangere non mi fermerei.
Se iniziassi ad urlare non credo mi fermerei.
Allora metto della musica, prendo una matita e disegno, accendo il computer e scrivo, faccio i piatti, cerco di mettere un ordine, per quello che posso, al disordine esterno. O semplicemente me ne sto seduta a pensare.

Vorrei dimenticare la mia vita. Svegliarmi un giorno e non sapere più chi io sia. Non riconoscere le pareti della mia stanza, non avere un passato, non ricordare nulla di quello che ho studiato, non ricordare i visi delle persone che conosco/evo, non ricordarmi delle case in cui sono entrata, delle risate, delle speranze, dei luoghi che sanno di medicinali, del profumo della primavera che mi rincorre quando meno me l’aspetto. Non voglio più avere il ricordo dei saluti che fanno bene al cuore, di quelle mani che tenevo strette alle mie mentre dicevo una bugia che speravo non fosse tale, degli abbracci che ti facevano sentire parte di questo mondo, dei fogli strappati, della prima volta che ho provato la sensazione di poter perdere tutto. Non voglio più ricordare. Vorrei invece rifarmi una vita nuova, da capo, magari con le stesse persone, ma rimparare a conoscerle, così come vorrei imparare a conoscere di nuovo me stessa, perché io sento di essermi persa per strada.
Mi sento paralizzata. A parte un lavoro non mi manca niente… Non mi manca NIENTE.

Una sassolina

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