Prima e Dopo

tempo-che-sfugge

Quante volte dividiamo il nostro tempo e la nostra vita, mettendo un paletto che indica il prima e il dopo, come se un particolare evento ci abbia segnato e abbia dato una svolta alla nostra vita?

Prima era diverso. Prima ero diversa!

Come se volessimo dire prima andava meglio, adesso invece…

Quante volte lo abbiamo detto?

Poi in realtà, in apparenza, abbiamo continuato a vivere come sempre, abbiamo continuato a ridere per le solite stupidaggine, abbiamo continuato a piangere e prendercela per le stesse cose di sempre, abbiamo continuato a fare gli stessi errori e così via, eppure quel paletto rimane.

Ad oggi credo che ci siano tre step che mi hanno fermata, che mi hanno ripresa dalla mia vita, allungando la mano verso di me e tirandomi a loro. Prima di questi credevo che gli eventi fossero diversi, allora dov’è la verità? La verità non c’è perché tutta la nostra vita influenza la nostra esistenza e il nostro futuro, a volte impercettibilmente, altre volte in maniera netta. A volte cambiamo, altre no perché ci sembra più semplice e sicuro rimanere chiusi in quello che eravamo.

Ovviamente parlo di eventi che fanno male, perché quelli che influenzano positivamente il nostro essere spesso vengono lasciati in disparte, come se non fossero importanti. O almeno questo è quello che capita a me.

“Come va?” ti chiedono “Come al solito” rispondi un po’ abbattuta, come se la routine sia sorpassata, come se la normalità sia vana. Poi ti ritrovi a lottare contro una mano che ti tira giù e allora vedi quanto è bella la normalità. Nella normalità non sei né felice, né triste, sei solo tu, con i tuoi pensieri e le stesse cose da fare…

Stamattina mi è capitato di sentire alla radio “Mai come ieri” di Carmen Consoli

perché essere felici
per una vita intera
sarebbe quasi insopportabile

Io nel sentire questa frase ho sorriso. È vera. È vero!

Se passassimo l’esistenza ad essere felici alla fine anche la felicità sarebbe sorpassata.

La normalità invece si pone nella terra di mezzo e credo ci sia bisogno di essa per riconoscere e fare una migliore distinzione tra il bene e il male a cui andiamo incontro.

Sto divagando come mio solito. Ero partita dal prima e dopo, ma sono fatta così: inizio da un concetto, arrivo ad un altro e alla fine dico, scrivo, faccio e non arrivo al punto, perché il punto finale in realtà non c’è.

Esistono questi eventi che ti segnano. Tu inizi a pensare al prima e al dopo. Inizi a pensare a quello che sarebbe potuto essere se, ma con i se e con i ma, come si dice, non ci si fa nulla. Pensi a tutte le cose non fatte nel passato, quando tutto andava bene (?!), nel prima e ti butti giù, ti lambicchi il cervello, cercando un modo per sentirti meno in colpa verso te stessa e invece non puoi farci nulla. Le cose accadono e ti prendono durante il cammino, ti danno pugni allo stomaco, togliendoti il respiro, per poi spingerti a chiuderti in un sogno che cerchi con tutta te stessa per essere felice e invece niente, rimani intrappolata nella tua realtà, senza capire che anche nel dopo potresti fare, dire, scrivere, imparare. La ricerca continua, anche se non te ne accorgi, troppo chiusa nella tua bolla.

Poi finalmente arriva un giorno in cui il prima viene visto in chiave diversa.

È sempre lì, è sempre presente anche se è passato, ma tu puoi tornarci con la mente, puoi ripensarci e allora vedi anche che non è stato sempre tutto rose e fiori, anche nel prima c’erano cose che non andavano e sai perché? Perché quel prima era un dopo di un prima precedente, pensaci, è così. In futuro arriverà un altro paletto, un’altra striscia bianca che indicherà il prima (oggi) che tu vedi in maniera sfocata e il dopo (il futuro) in cui troverai sicuramente qualcosa che non va, trascinata da quella striscia bianca, da quella barriera invisibile, che invece è ben presente in te.

E allora ha senso continuare a dire “Prima”, “Non doveva andare così”, “Era tutto diverso”? A questo punto forse no… Il prima ci sarà sempre, anche ora, rispetto a cinque minuti fa…

Probabilmente ci sentiremo sempre in colpa verso noi stessi, responsabili delle scelte sbagliate e delle occasioni mancate, ci continueremo ad arrabbiare con il destino beffardo che quando arriva arriva, ma con una consapevolezza diversa che ci spingerà ad andare avanti sempre e comunque.

Una sassolina

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